
Questo giovedì, 7 aprile, il governo ha dichiarato la rete autostradale nazionale in stato di emergenza per 30 giorni di calendario. Durante questo periodo, la polizia nazionale peruviana (PNP) avrà il controllo dell'ordine interno con il supporto delle forze armate.
La misura è stata formalizzata nel decreto supremo n. 035-2022-PCM, pubblicato nel Bollettino delle norme giuridiche della Gazzetta ufficiale El Peruano. La regola è firmata dal presidente Pedro Castillo, dal capo del gabinetto ministeriale, Aníbal Torres, e dai capi della Difesa, dell'Interno e della Giustizia e dei Diritti Umani.
L'intervento del PNP e della F.F.A.A. deve essere effettuato in conformità con le disposizioni dei decreti legislativi 1186 e 1095, che regolano l'uso della forza da parte di entrambe le istituzioni. Tutte le azioni indicate nel Decreto Supremo saranno finanziate dal bilancio istituzionale dei documenti coinvolti, in conformità alle normative vigenti.
Ciò avviene dopo i blocchi sulle strade di Ica, varie sezioni del sud panamericano. In questi eventi, c'è stato anche un defunto, a seguito dello scontro tra manifestanti e polizia.
CHE COS'È LO STATO DI EMERGENZA?
Si tratta di una misura costituzionale che può essere decretata dal Presidente della Repubblica, con l'accordo del Consiglio dei ministri, e solo per un certo periodo di tempo. Può essere applicato sull'intero territorio nazionale o su un solo settore.
La Costituzione specifica che viene dichiarato lo stato di emergenza in caso di «interruzione della pace o dell'ordine interno, catastrofe o circostanze gravi che colpiscono la vita della nazione». L'articolo 137 della Costituzione stabilisce che non può superare i 60 giorni e, se necessario, è prorogato da un nuovo decreto.
DIRITTI SOSPESI
Durante questo periodo, alcuni diritti costituzionali sono sospesi:
Diritto alla libertà: i soggetti dei diritti possono svolgere qualsiasi tipo di attività, che comporti l'esercizio di altri diritti fondamentali diversi dalla libertà, purché non violino con essa le norme che compongono l'ordine pubblico, i buoni costumi e quelli che sono di natura imperativa.
Inviolabilità del domicilio: i soggetti dei diritti possono impedire a qualsiasi altra persona di entrare nella loro casa per svolgere indagini, perquisizioni o altri motivi se non lo autorizzano o quando terzi non hanno un ordine del tribunale. Non possono impedirlo, tuttavia, in caso di flagrante delicto o di pericolo molto grave della sua perpetrazione.
Libertà di riunione: i soggetti dei diritti possono raggrupparsi, riunirsi o riunirsi, senza preavviso, sia in luoghi privati che aperti al pubblico purché lo facciano pacificamente. Al contrario, le riunioni in luoghi pubblici o strade richiedono un preavviso all'autorità, che può vietarle solo per comprovati motivi di sicurezza o salute pubblica.
Libertà di transito all'interno del territorio nazionale: i soggetti dei diritti, in linea di principio, possono circolare liberamente, all'interno del territorio nazionale in cui hanno il domicilio e anche al di fuori di esso, il che implica la possibilità di scegliere dove vivere. Fatta eccezione per motivi di salute o per ordine del tribunale o per applicazione della legge sugli stranieri.
COSA SUCCEDE SE INTERVENGO?
Il decreto supremo fornisce dettagli sull'intervento della polizia nazionale peruviana e delle forze armate: questo intervento viene eseguito in conformità al decreto legislativo n. 1186, al decreto legislativo che regola l'uso della forza da parte della polizia nazionale peruviana e al decreto legislativo n. 1095, Decreto legislativo che stabilisce norme per l'uso e l'uso della forza da parte delle Forze Armate nel territorio nazionale e relativi regolamenti, approvati rispettivamente con decreto supremo n. 003-2020-DE.
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