
All'inizio della Game Developer Conference (GDC), Ubisoft ha presentato una nuova tecnologia basata su cloud che vuole rivoluzionare il modo in cui vengono sviluppati i videogiochi. Questo nuovo paradigma si chiama Ubisoft Scalar ed è un metodo per massimizzare l'uso delle informazioni per facilitare l'elaborazione di tutti gli ingredienti che costruiscono un'esperienza digitale.
Non si tratta di un servizio di streaming come Xbox Game Pass o Nvidia GeForce Now: la società ha proposto una struttura in cui software e hardware sono integrati virtualmente al fine di eliminare la dipendenza dei giocatori dai dispositivi e consentire agli sviluppatori di migliorare i titoli senza interrompere altri processi.
La proposta di Scalar funzionerebbe come un motore grafico le cui parti sono smontate nel cloud e dove ogni componente del processo riesce a diventare indipendente dagli altri. Queste parti rappresentano i motori che formano un singolo videogioco (audio, fisica, grafica, ecc.) e che vengono comunemente attivati contemporaneamente dallo stesso software.
Ubisoft di solito utilizza due tipi di motori grafici propri: ANVIL (responsabile del franchise di Assassin's Creed) e Snowdrop (Tom Clancy's The Division). La nuova proposta consente una maggiore interazione tra tutti gli uffici dell'azienda e consentirebbe una maggiore facilità di lavoro collettivo.

In questo modo, l'azienda intende utilizzare la potenza di elaborazione quasi infinita del cloud per estendere tutti i componenti di un motore grafico e rompere la barriera hardware che di solito limita le esperienze.
La tecnologia scalare è stata sviluppata da un team con Ubisoft Stockholm al timone e in collaborazione attiva con gli studi Ubisoft situati a Malmö (Ubisoft Massive), Helsinki (Ubisoft Redlynx), Bucarest e Kiev.
Sebbene non sia ancora disponibile in tutti gli studi del conglomerato, l'annuncio alla GDC ha confermato che Ubisoft Stockholm sta già lavorando a un nuovo IP utilizzando questo servizio.
Come funzionerebbe Scalar?
Il nuovo servizio di Ubisoft si baserebbe su un processore cloud con la possibilità di avviare e arrestare i servizi in modo dinamico che sarebbe soggetto anche alle necessità dei giocatori. Questo tipo di processo consentirebbe alle esperienze di dover utilizzare la potenza di calcolo richiesta in tempo reale, piuttosto che avere questi servizi sempre attivi.

Le attività ad alta intensità di calcolo sarebbero memorizzate nella cache (una memoria speciale che scambia dati ad alta velocità) e distribuite a livello globale, eliminando la necessità di riprodurre varianti già calcolate una volta.
Scalar mira a eliminare aggiornamenti e patch nei videogiochi
Questo sistema collaborativo non solo sarebbe vantaggioso per il team di sviluppo, ma consentirebbe anche ai giocatori di continuare a godersi le proprie esperienze senza attendere aggiornamenti software.

Gli studi potrebbero lavorare su miglioramenti costanti e impedire che il ritocco di un'area rappresenti una limitazione in un'altra, poiché ogni spazio funzionerebbe da un ambiente diverso.
Poiché ogni spazio sarebbe integrato virtualmente, Ubisoft ha dichiarato che Scalar sarebbe stato costruito come un'architettura di microservizi, in cui i sistemi chiusi a un singolo processore passerebbero a un modello che distribuisce le attività a un numero quasi illimitato di macchine.
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