Teorie che aleggiano intorno all'omicidio di Rafael Orozco 68 anni dopo la sua nascita

L'artista è stato, insieme a Diomedes Díaz, uno dei più grandi esponenti della musica di Vallenato nel mondo, generando da fan e vari settori della stampa, una presunta rivalità con il «Cacique de La Junta»

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Versi come «Una grande nuvola si alza nel cielo; si avvicina una forte tempesta. Arriva la donna che amo di più; per la quale dispero e perdo persino la testa», hanno attraversato diverse generazioni con la stessa validità di quella di quel 1976, quando uscì 'La creciente', una delle canzoni più ricordate di Rafael Orozco Maestre, nato il 24 marzo, ma 1954.

I versi della fisarmonica hanno preso possesso di Orozco fin da giovanissimo, quando era solo uno studente, ed era una tale passione per la musica che decise, insieme al fisarmonicista Israel Romero, di fondare quella che oggi è 'La universidad del vallenato', il binomio d'oro d'America. Quel gruppo che ha iniziato con solo due persone, ha finito per essere un punto di riferimento nella vena del genere, in quanto ha aperto la strada a strumenti come il basso per le loro canzoni, qualcosa che a quel tempo, era un tabù nel 'vallenato yuca' di oggi.

Quei testi, che erano poesie con una scatola e un accordo, erano l'elemento principale che differenziava Rafael Orozco dagli altri cantanti colombiani, e quella crescita esponenziale che aveva il Golden Binomial era un'arma a doppio taglio, perché in quegli anni '70 (il tempo del boom per il vallenato) un giovane che veniva da La La giunta stava «chiedendo indizi» e si chiamava Diomede. Non era il più simpatico, ma era uno dei più carismatici, ed è per questo che diversi seguaci di entrambi gli artisti e di alcune parti della stampa regionale hanno creato una «rivalità» tra i due.

Quella competizione non era al livello di Emiliano Zuleta Baquero e Lorenzo Morales; infatti, secondo storie come la cronaca «Il Testamento del Vecchio Miglio» di Salcedo Ramos, è stata creata proprio da ranghi creati attorno ad amici e seguaci di fisarmonicisti. Né Díaz né Orozco hanno confermato la presunta rivalità, ma non pochi giornalisti musicali erano più inclini a quello nato nel comune Caesar di Becerril.

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Il loro abbigliamento, unico per molti e stravagante per altri, ha segnato una pietra miliare nel gruppo che si è caratterizzato, tra l'altro, dai pantaloni lucidi e dalle giacche di paillettes, imponendo uno stile fin dall'inizio della tappa. Ma con tutto questo crescente successo, vari problemi hanno gravato sulla vita del poeta vallenatero.

Quella notte di giovedì 11 giugno 1992, il paese pianse la morte di Orozco Maestre, e su questo fatto furono generate diverse teorie; alcuni addirittura collegarono il cantante a Pablo Escobar, ma questa non era altro che una voce. Secondo la versione ufficiale, consegnata dalla polizia, l'omicidio a Barranquilla è stato causato da un «pasticcio di gonne»

Secondo diverse indagini svolte, le autorità hanno stabilito che il crimine è avvenuto a causa di un possibile «triangolo amoroso» che coinvolge la cantante e María Angelica Navarro, che allora era molto amica di José Reynaldo Fiallo Jácome, un trafficante di droga che, qualche tempo dopo, è stato assassinato per ordine di Pablo Escobar.

Per quanto riguarda la persona che ha sparato a Rafael Orozco quella notte, si presume che fosse la guardia del corpo di 'El Nano Fiallo'; ciò che è vero è che dopo aver svolto i compiti forensi, si è scoperto che almeno due dei proiettili estratti dal corpo del cantautore provenivano da un Heckler & Koch pistola, che trasportava la scorta del narco con una condotta sicura della Seconda Brigata dell'Esercito.

Quasi 30 anni dopo la morte di Orozco, la vera causa di quell'evento che ha spezzato la storia del Golden Binomial in due rimane sconosciuta e ha generato, tra i fan del genere, domande come «Cosa ne sarebbe di questa musica se Rafael Orozco non fosse morto?» La verità è che, 68 anni dopo la sua nascita, versi di canzoni come «Reliquiario dei baci», «In ginocchio», «Die a flower», «Confession» e «The cry of a king», i cui testi sono pieni di nostalgia e lirismo.

«Se cantavi le mie canzoni alla brezza; e arricchisci questo regno con un sorriso; non potresti più dimenticare quel felice ottobre; quando sei arrivato, ti stavo aspettando mille anni», si sente in quella creazione di José Alfonso 'Chiche' Maestre lanciata nel 1991.

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