L'ex primo ministro italiano nega che l'aiuto pandemico russo sia stato spionaggio

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Roma, 24 Mar L'ex premier italiano Giuseppe Conte ha smentito che la missione sanitaria che la Russia ha dispiegato in Italia nelle prime fasi della pandemia, nel marzo 2020, sia stata un'operazione di spionaggio, a seguito degli ultimi sospetti sulla vicenda. «A causa del modo in cui è stata condotta, non c'era alcuna possibilità che diventasse un'operazione di intelligence. I nostri soldati hanno sempre scortato la missione russa», ha detto il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) in un'intervista pubblicata oggi da La Stampa. Nella prima metà di marzo 2020, circa tre settimane dopo che l'Italia è diventata il primo centro occidentale della pandemia, il presidente russo Vladimir Putin ha offerto il suo aiuto al Paese con una «missione sanitaria» soprannominata «Dalla Russia con amore». Il 22 marzo dello stesso anno, il primo di nove velivoli con attrezzature e personale medico atterrò all'aeroporto militare Pratica di Mare di Roma, alla presenza del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del Capo di Stato Maggiore, Enzo Vecciarelli. La spedizione russa era composta da 22 veicoli e 104 persone, di cui 28 medici, quattro infermieri e il resto erano militari il cui ruolo suscitava anche allora sospetti perché non era mai stato chiarito. Era anche diretto dal generale Sergei Kikot, vice comandante dell'unità di difesa chimica, radiologica e biologica dell'esercito russo e al quale anni prima era stata affidata la protezione in Siria del presidente Bashar al-Assad. Il 23 marzo un convoglio russo, con mezzi militari e senza finestrini di cui non era specificata l'utilità, salpò verso il nord Italia, l'area più colpita dal virus in quel momento, la prima volta che si verificò in un paese della NATO. Il quotidiano La Stampa è stato il principale detrattore di quella missione, riferendo che il materiale ricevuto dalla Russia era molto poco e in gran parte di scarsa qualità, con circa 326.000 mascherine e alcuni respiratori difettosi. Conte, il cui partito, il Movimento Cinque Stelle, che è sempre stato visto come «filo-russo» e che fa parte dell'attuale coalizione di governo, ha rivelato oggi che è stato lo stesso Putin a offrirgli gli aiuti in quel momento «di straordinaria emergenza». Alla domanda se non fosse sospettoso, l'ex premier ha risposto: «L'ho trovato utile in un momento di grande difficoltà per il nostro Paese vista la sua esperienza nel campo delle pandemie». Conte si è offerto di chiarire tutto davanti alla commissione parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), che controlla l'azione dei servizi segreti italiani. CAPO gsm/mr/fp