Tango bono, alarma de tenedores: "La propuesta argentina es una estafa"

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Tango bond, allarme dei detentori
"Proposta argentina è una truffa"

 

La Malfa: "Spetta al governo esercitare pressioni sull'Argentina"


 

ROMA - "Con la pubblicazione del prospetto sui bond l'Argentina ha realizzato l'imbroglio più importante della storia". Non usa mezzi termini Nicola Stock copresidente del Gcab, associazione che tutela molti detentori di bond argentini finiti in default, e presidente della Task force argentina, l'associazione costituita in seno all'ABI per la tutela degli investitori italiani titolari di tango-bond.


 

L'offerta, secondo Stock, che è stato sentito oggi in audizione dalla commissione Finanze della Camera, è "iniqua, inammissibile e inaccettabile per le condizioni economiche". Il comitato consiglia di non aderire e ritiene che l'Argentina possa migliorare nettamente l'offerta dall'attuale valore netto di mercato valutato in circa il 27 per cento "ad almeno il doppio".


 

"La posizione della TFA è chiara ed è quella di raccomandare gli investitori a non aderire all'offerta del governo argentino che è unilaterale perchè non negoziata con i maggiori creditori nonostante questa fosse una richiesta del fondo monetario internazionale. Questa offerta - ha detto Stock - è iniqua ed inammissibile e il nostro obiettivo è quello di convincere i bond holders a non consentire il successo dell'offerta".


 

Secondo la Tfa, il governo argentino è finanziariamente in grado di migliorare l'offerta riducendo il periodo per il pagamento del capitale attraverso i nuovi bond, dai 35 anni previsti dal prospetto attuale a 10-15 anni. In questo modo si alzerebbe la percentuale di rimborso al 55 per cento circa, spiega Stock, con tassi di interesse "del 2-2,5 per cento".


 

Perchè l'offerta attuale sia valida occorre l'adesione dellྌ per cento dei titolari delle obbligazioni. Una percentuale molto alta che Stock si dice certo che non verrà raggiunta. "Il numero di investitori italiani che intendono aderire - ha pronosticato il presidente della Tfa - è limitatissimo". Secondo le stime del copresidente del Gcab "l'Argentina oggi può contare su adesioni per circa il 25 per cento del debito in default da parte di banche, fondi pensione e società di assicurazione argentini". In caso di mancata accettazione, il governo argentino dovrebbe sedersi di nuovo al tavolo delle trattative con i rappresentanti dei detentori di titoli.


 

Nell'eventualità, invece, che l'offerta venga accettata (le adesioni possono arrivare a partire da venerdì, il termine scade il 25 febbraio), Stock ha preannunciato "azioni legali molto forti da parte degli investitori. Ci sono già negli Usa - ha detto - due class action molto forti" mentre altre 14 azioni collettive attendono la certificazione. "Noi - ha aggiunto - cercheremo di non fare cause al governo argentino, ma se continuiamo a prendere calci nel sedere...".


 

Comunque, ha ricordato, "sulla base di quanto indicato nel prospetto informativo, le obbligazioni che non parteciperanno all'offerta di scambio manterranno intatti i diritti originari". Se l'offerta venisse accettata, ha detto ancora Stock, si creerebbero problemi per la stabilità dei mercati.


 

Al termine dell'audizione, il presidente della commissione Finanze Giorgio La Malfa ha definito "del tutto convincenti" le valutazioni di Stock e ha sottolineato che spetta al governo italiano esercitare "tutte le pressioni" necessarie sull'Argentina contro l'offerta di rimborso dei tango-bond.