
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg considera la Russia «responsabile» dell'uccisione di centinaia di civili nella città ucraina di Bucha e teme che «altri massacri», «più esempi di crimini di guerra», vengano ancora scoperti in aree ancora sotto il controllo delle truppe russe.
Stoltenberg è apparso davanti ai media per far avanzare le questioni da discutere nella riunione dei ministri degli Esteri della NATO prevista per mercoledì e giovedì, che viene preceduta dalle «immagini orribili» catturate a Bucha e in altri luoghi «controllati dai russi fino a pochi giorni fa».
Il capo della NATO ha sminuito la validità delle denunce russe su una presunta invenzione di questi omicidi, notando, ad esempio, che «i satelliti raccontano la stessa storia» delle autorità ucraine e dei governi occidentali e anticipando che potrebbero esserci altre atrocità.
«Attaccare e uccidere civili è un crimine di guerra», ha sottolineato Stoltenberg, che ha chiesto indagini e lavori per ritenere «i responsabili di queste atrocità» responsabili di fronte alla giustizia. A questo proposito, ha sottolineato che i Paesi alleati stavano collaborando alle indagini già in corso, tra cui quella dell'Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI).
A livello militare, Stoltenberg ha elogiato la «resistenza» delle forze armate ucraine, che sta «costringendo» Mosca a cambiare i suoi piani. Tuttavia, ha avvertito che il presidente russo Vladimir Putin «non rinuncia alle sue ambizioni» e il ritiro delle truppe intorno a Kiev non può essere inteso come un ritiro definitivo.
Stoltenberg afferma che la Russia vuole raggruppare e dotare le sue truppe di più armi e rifornimenti per concentrarsi sui fronti orientale e meridionale, ad esempio per consolidare un corridoio terrestre tra la penisola di Crimea e le aree del Donbas controllate dal 2014 dai ribelli separatisti.
Infatti, in questa «fase cruciale» della guerra, la Russia aspirerebbe ora a «occupare l'intero Donbas». «Abbiamo una grande offensiva», ha detto il politico norvegese durante la sua apparizione mediatica a Bruxelles.
IMPEGNO PER KIEV
Gli Stati membri della NATO sono impegnati a dare «più sostegno» a Kiev, sia militarmente che umanitario/cybersecurity, ma Stoltenberg ha sottolineato che l'accordo prevede ancora di non inviare aerei o truppe a terra.
Egli ritiene che fare questo passo significherebbe iniziare una «guerra totale» tra Russia e Nato, che comporterebbe «più morte, più distruzione». Pertanto, ritiene che l'Alleanza Atlantica sia «dalla parte giusta della storia» imponendo «una pressione senza precedenti» su Putin e aiutando l'Ucraina mentre lavora per prevenire un'ulteriore escalation.
Il ministro degli Esteri ucraino Dimitro Kuleba parteciperà alla riunione di Bruxelles, alla quale parteciperanno anche rappresentanti dell'Unione europea, della Georgia, della Finlandia e della Svezia. Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud parteciperanno telematicamente, «perché questa crisi ha implicazioni globali», nelle parole di Stoltenberg.
L'incontro servirà ad annunciare nuovi aiuti alla Georgia e alla Bosnia, con la premessa che «è meglio dare sostegno prima che poi». Stoltenberg ha sottolineato che questa è una «lezione» che si può trarre dall'attuale situazione in Ucraina.
(con informazioni del PE)
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