Inaki Dufour Madrid, 19 Mar Quando Koke Resurrección ha collegato un muro con Joao Félix, è entrato in area e si è sistemato dopo il primo, con la destra, all'altro seme e lontano dalla portata di Stole Dimitrievski, lo 0-1 dell'Atletico Madrid al 48° minuto contro il Rayo a Vallecas, il capitano si è girato, ha indicato il suo nome e il suo numero '6' sul retro con il pollice di entrambe le mani e rivendicato con tutta l'espressività del gol della vittoria. Martedì scorso 'MVP' della gara di ritorno degli ottavi di Champions League contro il Manchester United su un palcoscenico di tali dimensioni e storia come l'Old Trafford, è stato anche il marcatore della vittoria di questo sabato nel suo quartiere di Vallecas, con la squadra della sua vita e strada verso l'eternità nel club rojiblanco, appena Mancano 18 partite per battere Adelardo Rodríguez, una delle più grandi leggende dei quasi 119 anni di esistenza dell'istituzione, come giocatore con il maggior numero di partite per l'Atlético: 535 a 553. In esso c'è Koke, l'unico calciatore che ha vissuto tutta questa epoca al fianco di Diego Simeone, con otto titoli (i campionati 2013-14 e 2020-21; la Copa del Rey 2012-13; i campionati europei 2011-12 e 2017-18; le Supercoppe europee 2012 e 2018 e la Spagna 2014), con più alti e bassi che mai in questa stagione, sia lui che la squadra e il tecnico, ma tutti sono riemersi con vittorie, sei nelle ultime sette partite tra il campionato spagnolo e la Champions League. Sono già cinque consecutivi a LaLiga Santander. Non aveva legato un numero così elevato di vittorie in quella competizione dal 31 gennaio 2021, la scorsa stagione da incoronare campione, quando ha raggiunto le otto vittorie consecutive battendo il Cadice 2-4 nel Nuevo Mirandilla di oggi, precisamente il giorno in cui Koke aveva segnato il suo ultimo gol per l'Atlético fino a questo sabato, quando lo ha riscoperto abilità a Vallecas per dare una vittoria cruciale. Da quando la 'Lega dei 14' è stata proposta dalla Champions League, dopo il fragoroso fallimento in casa contro il Levante per 0-1 al Wanda Metropolitano, il 16 febbraio, l'Atlético ha aggiunto i quindici punti per cui ha gareggiato: 0-3 contro l'Osasuna, 1-1 contro il Manchester United, 2-0 contro il Celta, 1-3 contro il Betis, 2-1 contro il Cadice, 0 -1 all'Old Trafford contro il blocco inglese e questo sabato 0-1 contro il Rayo, con il coraggio che ha, in attesa del duello dei suoi diretti concorrenti per la Champions League, con un Real Madrid-Barcellona e una Sevilla-Real Sociedad, a parte le visite del Betis a Balaidos contro Celta e Villarreal a Cadice. L'UNDICI DI SIMEONE Fino a quando non ha colpito il Levante allo stadio Wanda Metropolitano, Diego Simeone aveva presentato 31 formazioni diverse in 33 partite. Ha coinciso solo in due: uno nella tre giorni di transito tra la sconfitta per 0-1 con il Milan e la vittoria per 1-4 a Cadice (Oblak; Llorente, Savic, Giménez, Hermoso, Carrasco; De Paul, Koke, Lemar; Griezmann e Suárez) a fine novembre; un altro, un mese prima, tra 3-0 al Betis e 3-3 con il Valencia (Oblak ; Trippier, Savic, Gimenez, Bello, Carrasco; De Paul e Koke; Correa, Griezmann; e Luis Suarez). Dal già citato 0-1 con il Levante, nelle sette partite che l'Atlético ha giocato da allora, nessuna con sconfitta, con sei vittorie e un pareggio tra Lega e Champions League, l'allenatore argentino ha ripetuto due undici diversi, in un tratto di appena un mese. Lo ha fatto dopo 1-1 contro lo United, 2-0 contro il Celta (Oblak; Vrsaljko, Savic, Gimenez, Reinildo, Lodi; Marcos Llorente, Hector Herrera, Kondogbia; Correa e Joao Felix), e anche questo sabato. Dopo 0-1 all'Old Trafford, lo ha fatto ancora: Oblak; Llorente, Savic, Gimenez, Reinildo, Lodi; Rodrigo de Paul, Hector Herrera, Koke Resurrection; Joao Felix e Antoine Griezmann. In nessuno di loro c'era Luis Suárez, sostituto per il sesto giorno consecutivo. CAPO id/mappa